Compliance
13 Aprile 2026

Trasparenza retributiva: recepimento della Direttiva UE 2023/970 e obblighi per le imprese

Entrata in vigore della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva

Il 7 giugno 2026 entra in vigore la Direttiva UE 2023/970 in materia di trasparenza retributiva, finalizzata a rafforzare il principio della parità di trattamento tra uomini e donne in ambito lavorativo. La normativa introduce nuovi e rilevanti obblighi per le imprese, destinati a incidere in modo significativo sull’organizzazione dei processi aziendali e sulle politiche retributive.

stretta di mano a rappresentare il principio della parità di trattamento tra uomini e donne introdotto con la Direttiva UE 2023/970
Foto di Yan Krukau

Indice

Recepimento della Direttiva UE 2023/970 e quadro normativo nazionale

Con il recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 nell’ordinamento italiano – attualmente previsto mediante apposito decreto legislativo in fase di approvazione – verranno introdotti obblighi articolati in materia di trasparenza retributiva e parità salariale.

Tali disposizioni si applicheranno ai datori di lavoro, sia pubblici che privati, senza limiti dimensionali, sebbene gli adempimenti previsti risultino differenziati in funzione della dimensione aziendale.

Lo schema di decreto attualmente disponibile, sebbene non ancora definitivamente emanato, rappresenta il principale riferimento normativo per individuare i futuri obblighi a carico delle imprese.

Ambito di applicazione e criteri di computo

Ai fini dell’applicazione della disciplina in materia di trasparenza salariale, lo schema di decreto fa riferimento al numero medio annuo dei lavoratori subordinati, e non alla forza lavoro istantanea.

Rientrano nel computo i seguenti rapporti di lavoro subordinato:

  • contratti a tempo indeterminato;
  • contratti a tempo determinato;
  • rapporti di lavoro part-time (computati proporzionalmente all’orario di lavoro);
  • dirigenti;
  • lavoratori somministrati (secondo criteri ancora oggetto di chiarimento interpretativo).

Sono invece esclusi dall’ambito di applicazione:

  • contratti di apprendistato;
  • lavoro domestico;
  • lavoro intermittente.

Tali esclusioni incidono direttamente sulla determinazione delle soglie dimensionali rilevanti ai fini degli obblighi per le imprese, restando tuttavia auspicabili ulteriori chiarimenti in sede attuativa.

Gruppi di imprese e profili interpretativi

La Direttiva europea consente agli Stati membri di considerare, ai fini del calcolo delle soglie, anche i dipendenti a livello di gruppo.

Tuttavia, lo schema di decreto italiano non sembra, allo stato, aver esercitato espressamente tale facoltà. Ne consegue che il computo dei lavoratori appare riferito al singolo datore di lavoro e non al gruppo societario.

Si tratta di un profilo particolarmente rilevante sotto il profilo applicativo, che merita attenzione nel corso dell’iter di recepimento.

Obblighi per le imprese in materia di trasparenza retributiva

La disciplina introduce specifici obblighi per le imprese, modulati in base alle dimensioni aziendali:

in sintesi gli obblighi per la aziende per dimensioni in tema di trasparenza retributiva

In termini generali, le organizzazioni saranno tenute a:

  • garantire maggiore trasparenza salariale nei processi di selezione del personale;
  • adottare criteri chiari e oggettivi nella definizione della struttura retributiva;
  • implementare sistemi di monitoraggio delle differenze retributive;
  • assicurare adeguati flussi informativi interni ed esterni.

Impatti organizzativi e adeguamento aziendale

Gli obblighi derivanti dalla normativa in materia di trasparenza retributiva richiedono ai datori di lavoro un’attenta revisione dei processi interni.

In particolare, sarà necessario intervenire su:

  • politiche di compensation e benefit;
  • procedure di recruiting;
  • sistemi di valutazione e classificazione del personale;
  • compliance documentale e reporting.

L’adeguamento alla Direttiva (UE) 2023/970 rappresenta, pertanto, non solo un adempimento normativo, ma anche un’opportunità per rafforzare la governance aziendale e promuovere una cultura organizzativa improntata all’equità e alla trasparenza salariale.

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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